Il punto di partenza
Il costo per lead divide la spesa considerata per i contatti generati. Il costo per incarico divide la stessa spesa per gli incarichi attribuiti a quel gruppo di contatti. Per confrontare le campagne immobiliari servono criteri coerenti, un periodo di maturazione adeguato e gli esiti registrati nel CRM.
Una campagna con contatti più economici può sembrare subito preferibile. Il giudizio cambia quando si osserva quanti di quei contatti diventano conversazioni utili, sopralluoghi e incarichi. Per leggere il marketing immobiliare bisogna collegare il dato pubblicitario al lavoro commerciale che segue.
Questo collegamento richiede una storia nel CRM: fonte, data di ingresso, attività ed esito. Senza questi passaggi, il costo per lead è spesso il numero più facile da vedere, ma racconta soltanto la prima parte del percorso.
Le formule da usare con lo stesso perimetro
- Costo per lead: spesa considerata ÷ contatti generati.
- Costo per contatto utile: spesa considerata ÷ contatti che soddisfano i criteri concordati.
- Costo per sopralluogo: spesa considerata ÷ sopralluoghi effettivamente svolti.
- Costo per incarico: spesa considerata ÷ incarichi acquisiti dal gruppo osservato.
Se in un confronto si include solo la pubblicità, anche l’altro valore deve usare lo stesso criterio. Per una lettura più completa si possono includere costi di servizio e lavoro, dichiarandoli. Quando gli incarichi sono zero, il relativo costo non è calcolabile con una normale divisione: occorre riportare il risultato e il tempo di osservazione, senza attribuire uno zero al costo.
Un esempio ipotetico
| Indicatore | Campagna A | Campagna B |
|---|---|---|
| Spesa pubblicitaria | 1.200 € | 1.200 € |
| Contatti | 120 | 60 |
| Costo per lead | 10 € | 20 € |
| Sopralluoghi svolti | 8 | 10 |
| Incarichi acquisiti | 2 | 4 |
| Costo pubblicitario per incarico | 600 € | 300 € |
Nell’esempio la campagna B costa il doppio per contatto e la metà per incarico. Questo non dimostra che i contatti più costosi siano sempre migliori. Mostra perché la scelta dipende dall’intero percorso e dai risultati osservati con criteri comparabili.
Definire cosa significa «contatto utile»
Un recapito valido, un immobile nella zona servita e una richiesta pertinente possono essere criteri iniziali. La disponibilità a vendere subito è un’informazione diversa. Se si considerano utili soltanto i proprietari pronti oggi, si rischia di nascondere il valore delle relazioni future.
Il team deve concordare le definizioni prima del confronto. Le stesse regole devono valere per fonti differenti: pubblicità, portali, valutazioni, sito e segnalazioni. Altrimenti si finisce per confrontare categorie costruite in modo diverso.
Dare alle opportunità il tempo di maturare
Un gruppo di contatti arrivato ieri e uno arrivato tre mesi fa hanno avuto tempi diversi per produrre appuntamenti e incarichi. È utile osservare gruppi per periodo di ingresso e aggiornare gli esiti nel tempo, distinguendo ciò che è ancora aperto da ciò che è concluso.
Anche il momento della campagna, la zona, il tipo di immobile e la capacità del team possono incidere. Una variazione di risultato merita un’analisi dei passaggi, non una spiegazione automatica basata su un solo numero.
L’attribuzione quando una persona torna da più canali
Un proprietario può conoscere l’agenzia tramite un articolo, chiedere una valutazione e prenotare dopo un messaggio. Per evitare doppi conteggi occorre riconoscere la stessa persona e stabilire una regola di attribuzione. Si può conservare sia la prima origine sia il contatto più recente che ha riattivato la relazione.
Il CRM diventa il luogo in cui ricostruire questo percorso. La precisione dipende dalle integrazioni e dalle informazioni effettivamente registrate: nessuna etichetta recupera automaticamente una storia che non è stata raccolta.
Il controllo settimanale che aiuta a decidere
Leggere insieme ingressi, contatti raggiunti, sopralluoghi, incarichi e opportunità ancora aperte. Poi individuare il passaggio con maggiore dispersione. Se molte richieste non vengono contattate, aumentare il budget potrebbe accentuare il problema. Se vengono gestite ma sono fuori target, il lavoro va fatto sulla fonte e sulla promessa della campagna.
La pipeline di acquisizione rende questi passaggi leggibili. In Immobiliare in Cloud opportunità, attività e provenienza possono essere organizzate nello stesso ambiente, per collegare la discussione sul marketing al lavoro effettivo dell’agenzia.
Fonti e approfondimenti
Contenuto della redazione Immobiliare in Cloud, basato sulle funzioni documentate della piattaforma e sui temi dell’Academy. Gli esempi di processo sono indicazioni da adattare all’agenzia; non rappresentano risultati garantiti.
Porta il tuo processo in demo.
Una richiesta da gestire, un passaggio che si perde, un’attività da collegare. Partiamo da un caso concreto della tua agenzia.
Richiedi una demo